Teoria del valore
La locuzione viene utilizzata, in ambito economico, per indicare l’insieme dei problemi (teorici e pratici) utili nei processi valutati per delineare i processi cognitivi che sono alla base valutativa che porta alla determinazione del valore delle merci distinta dalla valutazione del costo e del prezzo che ne determina una manifestazione fenomenica o moda.
La manifestazione fenomenica deriva dalla determinazione quantitativa dei rapporti tra le merci che vengono scambiate sul mercato e i loro prezzi relativi e dal la ricerca dell’origine del valore delle merci (oggetto e metodo del discorso economico).
La scienza sociale che studia metodi con cui l’uomo usa razionalmente poche risorse per soddisfare molte esigenze in ambito economico è l’economia politica che nei secoli e grazie ai suoi massimi esperti:
- economisti pre classici: William Petty (1623-1687), Richard Cantillon (1697-1734) e François Quesnay (1694-1774);
- economisti classici: Adam Smith (1723-1790), David Ricardo (1772-1823), Robert Torrens (1780-1864) e Karl Marx (1818-1883);
- economia neoclassica: Carl Menger (1840-1921) e William Stanley Jevons (1835-1882).
Sia loro che tutti gli altri non citati hanno cercato di dare risposte sulla provenienza del valore; i loro studi hanno posto l’attenzione su diversi argomenti che vanno dalla scarsità dei beni disponibili, alla loro utilità, alla necessità di remunerare i fattori produttivi, includendovi il capitale e considerando la sua remunerazione e il profitto come la ricompensa per l’astinenza del capitalista, il quale può permettersi di rinunciare al consumo per impiegare produttivamente la propria ricchezza.