CET
Central European Time
Rappresenta l’orario standard vigente in alcuni Paesi europei (al 2025 vi rientrano Albania, Andorra, Austria, Belgio, Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Kosovo, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta, Monaco, Montenegro, Paesi Bassi, Macedonia del Nord, Norvegia, Polonia, San Marino, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna ma non le Isole Canarie, Svezia, Svizzera e Città del Vaticano) e corrisponde al WAT (West Africa Time), il fuso orario dell’Africa occidentale; tale fuso è fissato un’ora avanti rispetto al fuso globale di riferimento UTC+1 (Universal Time Coordinated), o TCU (Tempo Coordinato Universale), in base al quale sono calcolati tutti i fusi orari del mondo ed è impiegato in gran parte dell’Europa.
Quando vige l’ora solare il suo scostamento si indica con UTC+1:00 (Universal Time Coordinated).
Come si può dedurre il CET (Central European Time) non si basa su un “criterio fisico” ma su “criteri geo-politici” (esistono anche altri criteri come ad esempio criteri legali, economici o fisici) per questo i fusi orari non sempre aderiscono alle linee dei meridiano (se fosse tracciato in base a termini puramente geografici, consisterebbe esattamente nell’area tra i meridiani 7°30′ E e 22°30′ E) e ci sono aree europee che, pur trovandosi in un’area di adesione (con un orario UTC+01:00 ‟fisico” o ‟nominale”), utilizzano un altro fuso orario (UTC+02:00, non ci sono aree UTC+01:00 ‟fisiche” che utilizzano UTC+00:00).
Esistono anche aree geo-politiche che, pur potendo adottare un UTC (Universal Time Coordinated) più congruo fisicamente (UTC−01:00 come la Spagna più occidentale o UTC+02:00 con le aree più orientali di Norvegia, Svezia, Polonia e Serbia) hanno adottato il UTC+01:00.